ACTA BENEDICTI PP. XVI

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 Acta Benedicti Pp. XVI 317

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 Acta Benedicti Pp. XVI 319

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 Acta Benedicti Pp. XVI 321

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale322

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 Acta Benedicti Pp. XVI 341

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale342

 Acta Benedicti Pp. XVI 343

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale344

 Acta Benedicti Pp. XVI 345

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale346

 Acta Benedicti Pp. XVI 347

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale348

 Acta Benedicti Pp. XVI 349

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale350

 Acta Benedicti Pp. XVI 351

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale352

 Acta Benedicti Pp. XVI 353

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale354

 Acta Benedicti Pp. XVI 355

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale356

 Acta Benedicti Pp. XVI 357

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale358

 Acta Benedicti Pp. XVI 359

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale360

 Congregatio pro Ecclesiis Orientalibus 361

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale362

 Congregatio pro Episcopis 363

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale364

 Diarium Romanae Curiae 365

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale366

 Diarium Romanae Curiae 367

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale368

Acta Benedicti Pp. XVI 337

Ebrei in un passo decisivo, che è necessario riportare: «Nei giorni della sua

vita terrena - scrive l'autore riferendosi a Gesù - egli offrı̀ preghiere e

suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo dalla morte

e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito. Pur essendo Figlio,

imparò l'obbedienza da ciò che patı̀ e, reso perfetto, divenne causa di salvezza

eterna per tutti coloro che gli obbediscono, essendo stato proclamato da Dio

sommo sacerdote secondo l'ordine di Melchisedek ».6 In questo testo, che

chiaramente allude all'agonia spirituale del Getsemani, la passione di Cristo

è presentata come una preghiera e come un'offerta. Gesù affronta la sua

« ora », che lo conduce alla morte di croce, immerso in una profonda preghiera,

che consiste nell'unione della sua propria volontà con quella del Padre.

Questa duplice ed unica volontà è una volontà d'amore. Vissuta in questa

preghiera, la tragica prova che Gesù affronta viene trasformata in offerta, in

sacrificio vivente.

Dice la Lettera agli Ebrei che Gesù « venne esaudito ». In che senso? Nel

senso che Dio Padre lo ha liberato dalla morte e lo ha risuscitato. È stato

esaudito proprio per il suo pieno abbandono alla volontà del Padre: il disegno

d'amore di Dio ha potuto compiersi perfettamente in Gesù, che, avendo

obbedito fino all'estremo della morte in croce, è diventato « causa di salvezza »

per tutti coloro che obbediscono a Lui. È diventato cioè sommo Sacerdote per

avere Egli stesso preso su di sé tutto il peccato del mondo, come «Agnello di

Dio ». È il Padre che gli conferisce questo sacerdozio nel momento stesso in cui

Gesù attraversa il passaggio della sua morte e risurrezione. Non è un sacer-

dozio secondo l'ordinamento della legge mosaica,7 ma « secondo l'ordine di

Melchisedek », secondo un ordine profetico, dipendente soltanto dalla sua

singolare relazione con Dio.

Ritorniamo all'espressione della Lettera agli Ebrei che dice: « Pur essendo

Figlio, imparò l'obbedienza da ciò che patı̀ ». Il sacerdozio di Cristo comporta

la sofferenza. Gesù ha veramente sofferto, e lo ha fatto per noi. Egli era il

Figlio e non aveva bisogno di imparare l'obbedienza ma noi sı̀, ne avevamo e

ne abbiamo sempre bisogno. Perciò il Figlio ha assunto la nostra umanità e

per noi si è lasciato « educare » nel crogiuolo della sofferenza, si è lasciato

trasformare da essa, come il chicco di grano che per portare frutto deve

morire nella terra. Attraverso questo processo Gesù è stato « reso perfetto »,

in greco teleiotheis. Dobbiamo fermarci su questo termine, perché è molto

6 5, 8-10. 7 Cfr. Lv 8-9.