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Congregatio pro Gentium Evangelizatione 121
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Acta Benedicti Pp. XVI 71
mondo attuale, in particolare quello politico, necessita del supporto di un
nuovo pensiero, di una nuova sintesi culturale, per superare tecnicismi ed
armonizzare le molteplici tendenze politiche in vista del bene comune. Esso,
considerato come insieme di relazioni interpersonali ed istituzionali positive,
a servizio della crescita integrale degli individui e dei gruppi, è alla base di
ogni vera educazione alla pace.
Una pedagogia dell'operatore di pace
7. Emerge, in conclusione, la necessità di proporre e promuovere una
pedagogia della pace. Essa richiede una ricca vita interiore, chiari e validi
riferimenti morali, atteggiamenti e stili di vita appropriati. Difatti, le opere
di pace concorrono a realizzare il bene comune e creano l'interesse per la pace,
educando ad essa. Pensieri, parole e gesti di pace creano una mentalità e una
cultura della pace, un'atmosfera di rispetto, di onestà e di cordialità. Bisogna,
allora, insegnare agli uomini ad amarsi e a educarsi alla pace, e a vivere con
benevolenza, più che con semplice tolleranza. Incoraggiamento fondamentale
è quello di « dire no alla vendetta, di riconoscere i propri torti, di accettare le
scuse senza cercarle, e infine di perdonare »,7 in modo che gli sbagli e le offese
possano essere riconosciuti in verità per avanzare insieme verso la riconcilia-
zione. Ciò richiede il diffondersi di una pedagogia del perdono. Il male, infatti,
si vince col bene, e la giustizia va ricercata imitando Dio Padre che ama tutti
i suoi figli (cfr Mt 5, 21-48). È un lavoro lento, perché suppone un'evoluzione
spirituale, un'educazione ai valori più alti, una visione nuova della storia
umana. Occorre rinunciare alla falsa pace che promettono gli idoli di questo
mondo e ai pericoli che la accompagnano, a quella falsa pace che rende le
coscienze sempre più insensibili, che porta verso il ripiegamento su se stessi,
verso un'esistenza atrofizzata vissuta nell'indifferenza. Al contrario, la
pedagogia della pace implica azione, compassione, solidarietà, coraggio e
perseveranza.
Gesù incarna l'insieme di questi atteggiamenti nella sua esistenza, fino al
dono totale di sé, fino a « perdere la vita » (cfr Mt 10, 39; Lc 17, 33; Gv 12, 25).
Egli promette ai suoi discepoli che, prima o poi, faranno la straordinaria
scoperta di cui abbiamo parlato inizialmente, e cioè che nel mondo c'è Dio,
7 Benedetto XVI, Discorso in occasione dell'Incontro con i membri del Governo, delle istitu-
zioni della Repubblica, con il corpo diplomatico, i capi religiosi e rappresentanze del mondo della
cultura, Baabda-Libano (15 settembre 2012): L'Osservatore Romano, 16 settembre 2012, p. 7.