ACTA BENEDICTI PP. XVI

 Tigiuanaënsem, Leonensem, Tulancingensem et Tuxtlensem dioeceses ad gra-

 Acta Benedicti Pp. XVI 59

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 Acta Benedicti Pp. XVI 61

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale62

 Acta Benedicti Pp. XVI 63

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 Acta Benedicti Pp. XVI 69

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 Acta Benedicti Pp. XVI 75

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 Acta Benedicti Pp. XVI 77

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale78

 Acta Benedicti Pp. XVI 79

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 Acta Benedicti Pp. XVI 81

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 Acta Benedicti Pp. XVI 85

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 Acta Benedicti Pp. XVI 87

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale88

 Acta Benedicti Pp. XVI 89

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale90

 Acta Benedicti Pp. XVI 91

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale92

 Acta Benedicti Pp. XVI 93

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale94

 Congregatio pro Episcopis 95

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale96

 Congregatio pro Gentium Evangelizatione 97

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale98

 Congregatio pro Gentium Evangelizatione 99

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale100

 Diarium Romanae Curiae 101

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale102

 Diarium Romanae Curiae 103

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale104

Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale66

anche qui, sopra questi nostri bambini che, per il sacramento del Battesimo,

entrano in contatto con Gesù. Il cielo si apre sopra di noi nel Sacramento.

Quanto più viviamo in contatto con Gesù nella realtà del nostro Battesimo,

tanto più il cielo si apre sopra di noi. E dal cielo - ritorniamo al Vangelo -

in quel giorno venne una voce che disse a Gesù: « Tu sei il mio figlio predi-

letto ».2 Nel Battesimo, il Padre celeste ripete queste parole anche per ognuno

di questi bambini. Egli dice: « Tu sei il mio figlio ». Il Battesimo è adozione e

assunzione nella famiglia di Dio, nella comunione con la Santissima Trinità,

nella comunione col Padre, col Figlio e con lo Spirito Santo. Proprio per

questo il Battesimo va amministrato nel nome della Santissima Trinità. Que-

ste parole non sono solo una formula; sono realtà. Segnano il momento in cui i

vostri bambini rinascono come figli di Dio. Da figli di genitori umani, diven-

tano anche figli di Dio nel Figlio del Dio vivente.

Ma dobbiamo adesso meditare una parola della seconda lettura di questa

liturgia nella quale san Paolo ci dice: Siamo salvati « per la misericordia di Dio

mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo ».3

Un lavacro di rigenerazione. Il Battesimo non è soltanto una parola; non è

solamente una cosa spirituale, ma implica anche la materia. Tutta la realtà

della terra viene coinvolta. Il Battesimo non concerne solo l'anima. La spi-

ritualità dell'uomo investe l'uomo nella sua totalità, corpo e anima. L'azione

di Dio in Gesù Cristo è un'azione ad efficacia universale. Cristo assume la

carne e questo continua nei sacramenti nei quali la materia viene assunta ed

entra a far parte dell'azione divina.

Adesso possiamo chiedere perché proprio l'acqua sia il segno di questa

totalità. L'acqua è l'elemento della fecondità. Senza l'acqua non c'è vita. E

cosı̀, in tutte le grandi religioni l'acqua è vista come il simbolo della materni-

tà, della fecondità. Per i Padri della Chiesa, l'acqua diventa il simbolo del

grembo materno della Chiesa. In uno scrittore ecclesiastico del II-III secolo,

Tertulliano, si trova una parola sorprendente. Egli dice: « Cristo non è mai

senza acqua ». Con queste parole Tertulliano voleva dire che Cristo non è mai

senza la Chiesa. Nel Battesimo siamo adottati dal Padre celeste, ma in questa

famiglia che Egli si costituisce c'è anche una madre, la madre Chiesa. L'uomo

non può avere Dio come Padre, dicevano già gli antichi scrittori cristiani, se

2 Lc 3, 22. 3 Tt 3, 5.