ACTA BENEDICTI PP. XVI

 Tigiuanaënsem, Leonensem, Tulancingensem et Tuxtlensem dioeceses ad gra-

 Acta Benedicti Pp. XVI 59

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 Acta Benedicti Pp. XVI 89

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 Acta Benedicti Pp. XVI 91

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale92

 Acta Benedicti Pp. XVI 93

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale94

 Congregatio pro Episcopis 95

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale96

 Congregatio pro Gentium Evangelizatione 97

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale98

 Congregatio pro Gentium Evangelizatione 99

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale100

 Diarium Romanae Curiae 101

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale102

 Diarium Romanae Curiae 103

 Acta Apostolicae Sedis - Commentarium Officiale104

Acta Benedicti Pp. XVI 67

non ha anche la Chiesa come madre. Vediamo cosı̀ nuovamente come il cri-

stianesimo non sia una realtà solo spirituale, individuale, una semplice deci-

sione soggettiva che io prendo, ma sia qualcosa di reale, di concreto, potrem-

mo dire qualcosa anche di materiale. La famiglia di Dio si costruisce nella

realtà concreta della Chiesa. L'adozione a figli di Dio, del Dio trinitario, è

contemporaneamente assunzione nella famiglia della Chiesa, inserimento co-

me fratelli e sorelle nella grande famiglia dei cristiani. E solo se, in quanto

figli di Dio, ci inseriamo come fratelli e sorelle nella realtà della Chiesa,

possiamo dire « Padre nostro » al nostro Padre celeste. Questa preghiera sup-

pone sempre il « noi » della famiglia di Dio.

Ma adesso, dobbiamo ritornare al Vangelo dove Giovanni Battista dice:

« Io vi battezzo con l'acqua, ma dopo di me viene uno più forte di me che vi

battezzerà con lo Spirito Santo e col fuoco ».4 Abbiamo visto l'acqua; adesso

però s'impone la domanda: in che cosa consiste il fuoco a cui san Giovanni

Battista accenna? Per vedere questa realtà del fuoco, presente nel Battesimo

con l'acqua, dobbiamo osservare che il Battesimo di Giovanni era un gesto

umano, un atto di penitenza, un protendersi dell'uomo verso Dio per chiedere

il perdono dei peccati e la possibilità di iniziare una nuova esistenza. Era solo

un desiderio umano, un andare verso Dio con le proprie forze. Ora, questo

non è sufficiente. La distanza sarebbe troppo grande. In Gesù Cristo vediamo

che Dio ci viene incontro. Nel Battesimo cristiano, istituito da Cristo, non

agiamo solo noi con il desiderio di essere lavati, con la preghiera di ottenere il

perdono. Nel Battesimo agisce Dio stesso, agisce Gesù mediante lo Spirito

Santo. Nel Battesimo cristiano è presente il fuoco dello Spirito Santo. Dio

agisce, non soltanto noi. Dio è presente qui, oggi. Egli assume e rende suoi

figli i vostri bambini.

Ma, naturalmente, Dio non agisce in modo magico. Agisce solo con la

nostra libertà. Non possiamo rinunciare alla nostra libertà. Dio interpella

la nostra libertà, ci invita a cooperare col fuoco dello Spirito Santo. Queste

due cose debbono andare insieme. Il Battesimo rimarrà per tutta la vita dono

di Dio, il quale ha messo il suo sigillo nelle nostre anime. Ma sarà poi la nostra

cooperazione, la disponibilità della nostra libertà a dire quel « sı̀ » che rende

efficace l'azione divina.

4 Lc 3, 16.