professionem. Expleto praescripto curriculo, ordinationem suscepit sacerdo-
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cezione della vita di ampi settori della società. Il passato appare, cosı̀, solo
infatti che la Chiesa possa trarre ispirazione nelle sue scelte attingendo al suo
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Getsemani - entrambi sono essenzialmente momenti di preghiera. Preghiera
con il Padre solitaria a tu per tu nel deserto, preghiera colma di « angoscia
mortale » nell'Orto degli Ulivi. Ma sia nell'una che nell'altra circostanza, è
pregando che Cristo smaschera gli inganni del tentatore e lo sconfigge. La
preghiera si dimostra cosı̀ la prima e principale « arma » per « affrontare vit-
toriosamente il combattimento contro lo spirito del male ».3
La preghiera di Cristo raggiunge il suo culmine sulla croce, esprimendosi
in quelle ultime parole che gli evangelisti hanno raccolto. Laddove sembra
lanciare un grido di disperazione: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abban-
donato? »,4 in realtà Cristo fa sua l'invocazione di chi, assediato senza scampo
dai nemici, non ha altri che Dio a cui votarsi e, al di là di ogni umana
possibilità, ne sperimenta la grazia e la salvezza. Con queste parole del Salmo,
prima di un uomo nella sofferenza, poi del Popolo di Dio nelle sue sofferenze
per l'apparente assenza di Dio, Gesù ha fatto suo questo grido dell'umanità
che soffre dell'apparente assenza di Dio e porta questo grido al cuore del
Padre. Cosı̀, pregando in questa ultima solitudine insieme con tutta l'umani-
tà, Egli ci apre il cuore di Dio. Non vi è dunque contraddizione tra queste
parole del Salmo 21 e le parole piene di fiducia filiale: « Padre, nelle tue mani
affido il mio spirito ».5 Anche queste sono prese da un Salmo, il 30, implora-
zione drammatica di una persona che, abbandonata da tutti, si affida sicura a
Dio. La preghiera di supplica colma di speranza è, pertanto, il leit motiv della
Quaresima, e ci fa sperimentare Dio quale unica àncora di salvezza. Pur
quando è collettiva, la preghiera del popolo di Dio è voce di un cuore solo
e di un'anima sola, è dialogo « a tu per tu », come la commovente implorazione
della regina Ester quando il suo popolo sta per essere sterminato: «Mio Si-
gnore, nostro re, tu sei l'unico! Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro
soccorso se non te, perché un grande pericolo mi sovrasta ».6 Di fronte a un
« grande pericolo » ci vuole una più grande speranza, e questa è solo la spe-
ranza che può contare su Dio.
La preghiera è un crogiuolo in cui le nostre attese e aspirazioni vengono
esposte alla luce della Parola di Dio, vengono immerse nel dialogo con Colui
che è la verità, ed escono liberate da menzogne nascoste e compromessi con
3 Orazione colletta. 4 Mt 27, 46; Mc 15, 34; cfr Sal 21, 1. 5 Lc 23, 46; cfr Sal 30, 6. 6 Est 4, 17 l.